∼ Fucci ∼

“The farm was born in the year 2000 when the family was discussing whether to sell the beautiful vineyards surrounding the home where I grew up.

The vineyards were acquired in the 1960s by my generous grandfather, buying the highest part of the farms located in Contrada Solagna del Titolo at the foot of Monte Vulture.

In the years my grandfather and my great-grandfather took care of curing the vineyards only by selling grapes and producing for self-consumption. “Six hectares are not joking” was our first impression, we were now deciding to sell because my parents are both teachers and both my brothers and I saw our future away from Barile to continue university studies.

Interesting buyers who knocked on our door did not fail, but just to the last one hit me in the heart. I could not bear that someone took me away the vineyards from below (our house is at the center of the vineyards) and that another name could do something great with the older Vulture vineyards (most have between 55 and 60 years, a part even about 70 years).

So I decided to change the programs of my whole life and that of my family; we decided to invest in the territory and on the resource that had allowed my father and even before my grandparents and grandfathers to live and grow in the Vulture”

“L’azienda agricola nasce nell’anno 2000 quando in famiglia si discuteva se vendere i bellissimi vigneti di proprietà che circondano l’abitazione dove sono cresciuta.

Le vigne, furono acquisite negli anni ’60 da mio nonno Generoso, acquistando la parte più alta dei poderi situati in Contrada Solagna del Titolo ai piedi del Monte Vulture.

Negli anni mio nonno e il mio bisnonno si occuparono di curare le vigne limitandosi a vendere le uve e produrre per autoconsumo. “Sei ettari non si tengono per scherzo” fu la nostra prima impressione, eravamo ormai decisi a vendere poiché i miei genitori sono entrambi insegnanti e sia io che i miei fratelli vedevamo il nostro futuro lontano da Barile per continuare gli studi universitari.

Acquirenti interessati che bussarono alla nostra porta non mancarono, ma proprio all’ultimo mi prese un colpo al cuore. Non potevo sopportare che qualcuno mi portasse via i vigneti da sotto lo sguardo (la nostra casa è al centro dei vigneti) e che un altro nome potesse far qualcosa di grande con i vigneti più vecchi del Vulture (la maggior parte hanno tra i 55 e i 60 anni, una parte addirittura circa 70 anni).

Così decisi di cambiare i i programmi di tutta la mia vita e di quella della mia famiglia; decidemmo di investire sul territorio e sulla risorsa che aveva permesso a mio padre e ancor prima ai miei nonni e bisnonni di vivere e di crescere nel Vulture”