Il punto di svolta

“…quello che sappiamo è il prezzo pagato per quella fotografia. Fu un punto di svolta…”

Durante la pesante offensiva del Tet in Vietnam, un episodio particolare irrompe nelle case degli americani con una forza devastante.

Notte dopo notte per intere settimane, gli schermi delle TV in America si riempirono di immagini di sangue violenza e devastazione che il publico raramente aveva visto prima di allora.
Ma ci fu una fotografia in particolare che per molte persone avrebbe rappresentato l’offensiva del Tet.

Il secondo giorno dei combattimenti un capitano dei Viet Cong di nome Nguyen Van Lem fu portato davanti a Nguyen Ngoc Loan, capo della polizia del Vietnam del sud.
Come riportato da un fotografo dell’ AP (Eddie Adams) e da un operatore della NBC, Loan ordinò ad un altro agente di fucilare il prigioniero.
Quando questi esitò Loan lo fece personalmente.

TRAN NGOC TOAN (S.Vietnamese Marine)
“Loan disse: io ti giustizio. Estrasse la sua Colt cal. 45, puntò la pistola e lo fece fuori. Lo uccise.”

SAM HYNES (WWII Veteran)
“Ricordo che indossava una camicia a scacchi, e il fotografo si era avvicinato molto, e scattò la foto proprio mentre l’agente premeva il grilletto, quindi la fotocamera e la pistola scattarono insieme e si vedeva la testa di quell’uomo piegarsi lateralmente quando il proiettile stava per uscire.Eravamo li, faccia a faccia con quell’uomo che stava morendo davanti a noi, che era appena morto”

JAMES WILLBANKS (Army Advisor)
“E’ una cosa devastante da vedere, e penso che molti americani iniziarono a chiedersi: Stiamo sostenendo la parte sbagliata in questa guerra?
E portò agli americani che in quel momento probabilmente pranzavano o facevano colazione leggendo i giornali, la brutalità di questa guerra che non sarebbe mai finita”

PHAN QUANG TUE (Saigon)
“Quello che sappiamo è il prezzo pagato per quella fotografia. Fu un punto di svolta.
Perché gli americani presero posizione e dissero: vogliamo spendere denaro e le vite dei nostri giovani per proteggere un simile sistema?”

Molti anni dopo il fotografo Eddie Adams, autore della celebre fotografia ebbe a dire: “Il generale uccise il Vietcong; io uccisi il generale, con la mia macchina fotografica”

A 50 anni dal momento in cui è stata scattata una delle fotografie più importanti della storia del reportage di guerra ci rendiamo conto di quanto la fotografia sia un’arma potente, imprigiona un attimo, solo quello, ne i precedenti ne i successivi e nel caso specifico ne mostra mostra la sua brutalità in pieno.

I momenti successivi allo scatto e la sua pubblicazione fecero comprendere sempre di più al popolo americano l’ingiustizia di un conflitto lungo e sanguinoso e soprattutto che gli Stati Uniti appoggiavano un governo non democratico ma corrotto e militarista.

Da quel momento l’opinione pubblica americana non sarebbe stata più la stessa…grazie ad una fotografia.

Il punto di svolta.

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