Ice Cream – I Scream, Il progetto fotografico

Fotografia, editing e post produzione Michele Abriola

We often hear about “photographic projects”, it is often thought that behind a photographic project lies a long study and careful planning.
In real life, this rule does not always apply, a photographic project often arises also from an intuition, sometimes simple, sometimes complicated, sometimes can happen to be in certain situations with your camera and at some point the famous “intuition” begins to call into question our brain, which sets in motion a series of arguments.

It happens to imagine certain photographs, consistent to the point that they can be considered a body of work able to communicate something very specific. It happens to start thinking a “photographic project”
This is the case of Ice Cream – I Scream born at the end of 2008 and lasted several months for the search of the right faces.

The idea of ​​the project was born from the desire to approach people in the most literal sense of the term, to grasp with the complicity of the subject that funny side that lies in each of us.
To give life to Ice Cream – I Scream has been used a wide-angle lens at a distance of just a few inches from the face, almost as if to strike the subject’s breathing, exploiting the prospective effect of the ultra-wide angle, revising the concept of portrait photography.

In this way, the subtle barrier of initial embarrassment caused by the distance itself, the distances, sometimes immense, have been shattered for the long moment of the shot, and then shortened by discovering in a few inches a surprising micro-world.

Revising the very idea of ​​the portrait corresponded to a reverse path even in post production, all the usual purposes were ignored and it was chosen to further amplify the expressions by simultaneously creating a color game that exalted the common “defects” transforming them into a true added value.

So Ice Cream – I Scream was born, a series of surprising portrait-caricatures.

Spesso si sente parlare di “progetto fotografico”, spesso si pensa che dietro un progetto fotografico si nasconda un lungo studio ed una attenta pianificazione.
In realtà non sempre vale questa regola, un progetto fotografico spesso nasce anche da una intuizione, talvolta semplice, talvolta complicata, può succedere di trovarsi in determinate situazioni con la propria fotocamera e ad un certo punto la famosa “intuizione” inizia a chiamare in causa il nostro cervello il quale mette in moto una serie di ragionamenti.

Capita di immaginare determinate fotografie, coerenti al punto da poter essere considerate un corpo di un lavoro in grado di poter comunicare qualcosa di ben preciso. Capita di iniziare a dar forma ad un “progetto fotografico”
E’ il caso di Ice Cream – I Scream nato a fine 2008 e durato diversi mesi per la ricerca dei volti giusti.

L’idea del progetto è nata dal desiderio di avvicinarsi alle persone, nel senso più letterale del termine, per cogliere con la complicità del soggetto quel lato buffo che si cela in ognuno di noi.
Per dar vita ad Ice Cream – I Scream è stato utilizzato un obiettivo grandangolare usato a distanza di pochissimi centimetri dal volto, quasi a voler carpire il respiro del soggetto, sfruttando l’effetto prospettico dell’ultragrandangolare rivisitando il concetto stesso di fotografia di ritratto.

In questo modo si è infranto, per il lunghissimo attimo dello scatto, quella sottile barriera di imbarazzo iniziale provocata dalla distanza stessa, le distanze, talvolta immense, si sono quindi accorciate scoprendo in pochi centimetri un micromondo sorprendente.

Rivisitare l’idea stessa di ritratto corrispondeva ad un percorso contro corrente anche nella post produzione, tutte le usuali finalità sono state ignorate e si è scelto di amplificare ulteriormente le espressioni realizzando parallelamente un gioco di colori che esaltasse i comuni “difetti” trasformandoli in un autentico valore aggiunto.

E’ così nato Ice Cream – I Scream, una serie di ritratti-caricatura dal risultato sorprendente.