Considerazioni…di stile

Fotografia, editing e post produzione Michele Abriola

We all have different ways of thinking, reacting, watching the world around us.
Key features that over time will help us to develop our photographic style and above all will distinguish us from other photographers.

Is that all?
Building a personal style in photography also means much more…
For many photographers to have their own style means to be innovative… to represent a trend… be avant-garde…

In reality, a photographer’s style is the result of a long, sometimes tiring journey during which emotions, feelings, experiences, joys, pains, studies, interests, explorations, unanswered questions, inspirations, loves, virtually flow into a giant container and with time they mature until they become something difficult to define.

It happens that photographs of specific authors strongly capture our attention more than others, in their works you can perceive sounds, even smells.
They accompany us virtually over time and never leave us as a sort of indelible but invisible tattoo.

With time you take pictures of what you are, what you think, what you read, what you digested, what you dream, what makes us good and what causes us anxiety and pain, will emerge silently and inexorably in our own photographs elements that will become repeatable, automatic, recognizable regardless of the kind of photography that is being made.

Tutti noi abbiamo diversi modi di pensare, reagire, osservare il mondo che ci circonda.
Caratteristiche fondamentali che col tempo ci aiuteranno a sviluppare il nostro stile fotografico e soprattutto ci distingueranno dagli altri fotografi.

Tutto qui?
Costruire uno stile personale in fotografia significa anche molto altro…
Per molti fotografi avere un proprio stile vuol dire essere innovativi…rappresentare un trend…essere all’avanguardia…

In realtà lo stile di un fotografo è il frutto di un percorso lungo, a volte faticoso, durante il quale emozioni, sensazioni, esperienze, gioie, dolori, studio, interessi, esplorazioni, domande senza risposte, ispirazioni, amori, confluiscono virtualmente in un gigantesco contenitore e col tempo maturano fino a divenire un’amalgama difficile da definire.

Capita così che fotografie di determinati autori catturano fortemente la nostra attenzione più di altri, in esse quasi è possibile percepire suoni, parole addirittura odori.
Ci accompagnano virtualmente nel tempo e non ci lasciano mai come una sorta di tatuaggio indelebile ma invisibile agli occhi altrui.

Col tempo si fotografa quel che si è, quel che si pensa, quel che si legge, quel che si digerisce, quel che si sogna, quello che ci fa star bene e quello che ci causa forte ansia e dolore, emergeranno silenziosamente ed inesorabilmente nelle proprie fotografie degli elementi che diverranno ripetibili, automatici, riconoscibili indipendentemente dal genere di fotografia che si realizza.