Lo sviluppo digitale, questo sconosciuto

Fotografia di Antonio Gibotta, secondo classificato sezione people World Press Photo 2017

There is a need to clarify what is commonly defined the process of development of digital photography.

The camera raw, I prefer to define it as a digital dark room, can now represent the virtual place to realize the creative process of interpretation in order to identify the final vision of a photograph as per the intentions of the author, through a creative comparison path .

This thanks to the RAW format, like an analogue development and printing process, allows you to identify critical points to be taken care of,  for a proper final development of photography.

The RAW format is, in my opinion, comparable to a traditional negative support, because in the development and subsequent analog printing has to go through a complex process of information processing.

But we must pay close attention to what we can legitimately define the process of developing a digital negative with what is instead a process of manipulation of a digital negative.

The difference is substantial, a genuine and honest development process does not involve any movement / displacement of information, even the most elementary relegated to the single pixel but is only related to the color balancing, tone balancing, exposition and of course details.

On the contrary, any action capable of modifying, cloning, shifting, and therefore enigmatic reality, no doubt belongs to what we can call the manipulation of the digital negative, a concept that generates totally new, sometimes completely non-existent realities, or certainly not adhering to what is captured through the camera in a certain place in a precise time.

An apparent reality is so easily created that it can not belong to photojournalism, a reality whose debate on ethics is very strong.

Occorre fare chiarezza su quello che oggi comunemente viene definito sviluppo di una fotografia digitale.

La camera chiara, preferisco definirla camera oscura digitale, può oggi rappresentare il luogo virtuale dove realizzare quel processo creativo di interpretazione al fine di individuare la visione finale di una fotografia come intesa dall’autore che l’ha realizzata, tramite un percorso creativo di confronto.

Questo grazie al formato RAW che al pari di un procedimento di sviluppo e stampa analogico consente l’individuazione dei punti critici a cui porre attenzione per un corretto sviluppo finale della fotografia.

Il formato RAW è a mio avviso paragonabile ad un negativo tradizionale in quanto come nello sviluppo e successiva stampa analogica deve attraversare un complesso processo di elaborazione delle informazioni.

Bisogna però porre massima attenzione a ciò che possiamo legittimamente definire processo di sviluppo di un negativo digitale con quello che invece è un processo di manipolazione di un negativo digitale.

La differenza è sostanziale in quanto un genuino ed aggiungo onesto processo di sviluppo non prevede alcun movimento/spostamento di informazioni, anche le più elementari relegate al singolo pixel ma bensì è relegato ad un intervento certosino relativo al solo ambito cromatico, di bilanciamento dei toni, di esposizione di dettaglio.

Al contrario qualsiasi intervento atto a modificare, clonare, spostare e quindi a mistificare la realtà appartiene senza dubbio alcuno a ciò che possiamo definire manipolazione del negativo digitale, concetto che genera realtà parallele del tutto nuove talvolta completamente inesistenti oppure certamente non aderenti a quanto catturato attraverso la macchina fotografica in un determinato luogo in un tempo preciso.

Si genera così facilmente una realtà apparente che non può appartenere al fotogiornalismo, una realtà il cui dibattito sull’etica è molto forte.